© 2018          MATTEO RAMPIN ARCHITECTURE

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Via Roma, 20 | 35020 Casalserugo | Padova | Italy

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Project M_003

“SCRAP IRON” Rinascita di un materiale. Lampada come “Scultura vivente”.

Ogni pezzo è unico. L’elemento recuperato, unito al potere della luce plasma la materia intorno a lui e crea la sua unicità.

FEATURED PROJECTS

Project M_001

Il cantiere nelle sue prime fasi ...

Project M_002.1

House TMC 2013 | 2017

Project M_004

IMMERSO Le “Briccole” e l'acqua. Le prime immerse nella seconda. La “Briccole” è costantemente erosa dall'acqua, un oggetto che acquista il significato più autentico del suo essere proprio nella sua impersistenza, nell'esposizione all'usura, nel degradare continuo della sua superficie. Nel tavolo "Immerso" si richiamano questi stessi elementi che, anziché vivere un rapporto in divenire, sono cristallizzati in un nuovo significato."

CONCORSO DI IDEE CASA A MISURA DI BAMBINO 

Il concorso è un’iniziativa di Gi.Pro, Tavolo dei Giovani Professionisti del Trentino, in collaborazione con AgaTn, Giovani Architetti del Trentino. 

Progetto con menzione e pubblicazione su Archetipo 2012

Project M_006
Project M_005

“Forme e materiali in sintonia con il luogo dove sorgono” questo, è l’idea per la realizzazione di quest’opera, una scultura pensata e studiata nelle forme e nei materiali per essere parte integrante del paesaggio che la circonda.

Un’opera che è stata creata pensando di rappresentare anche simbolicamente l’edificio che la circonda, perché così come in un’unica struttura"...

Project M_007

WORD IN PROGERSS | Sviluppo progetto per un atelier d'artista.

 

Project M_002.2

House TMC 2017

Project M_002.3

House TMC 2017

Esposizione Centro Culturale San Gaetano Padova  "RF - La pelle del porfido" 2017 | 2018

L'empatia delle cose: la pelle dell'arte.

... " Spesso si dice che l'affinità è solo una questione "di pelle", uno scambio simbiotico emozionale che mette in contatto l'uomo con ciò che più trova somigliante e attinente con le sue percezioni.

La pelle, la pelle che cambia, muta e si rigenera è l'elemento di confine con l'esterno e che prima di tutti gli altri sensi mette in contatto l'uomo con la vita, con lo spazio circostante fin dalla nascita perché, prima di vedere e udire, l'essere umano percepisce, attraverso il tatto, ciò che lo circonda.

L'artista quando crea ha un contatto fisico con i suoi lavori: uno studio è pregno di odori di vernici, di colori, di solventi, di strumenti, di legno, di ferro e di sogni, è un insieme di strane cose che diventano poi elementi e sensuali visioni nelle quali ritrovarsi e perdersi.

Un artista abbisogna della fisicità, necessita che la sua pelle sia in relazione con la pelle dei materiali, stabilisce in tal modo un contatto con la forma che è plasmata e forgiata da chi fatica ad estrapolarla, anche se fosse recuperata da un semplice pezzo di legno riciclato, da un ferro arrugginito e abbandonato, è una creatività e fantasia che riesce a vedere oltre la struttura, oltre la pelle, l'artista compenetra quello che è solo visione o solo tatto, sa guardare, non solo vedere. " ...